Contributo unificato: aumento del 10% dal 1° gennaio 2015

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Al fine di incentivare il ricorso alla negoziazione assistita e all’arbitrato è riconosciuto alle parti un credito di imposta massimo pari a 500 euro per i compensi corrisposti agli avvocati abilitati nel procedimento di negoziazione assistita. Per finanziare il nuovo credito d’imposta, il Governo ha previsto un aumento del Contributo unificato pari al 10%. E’ quanto si legge nel testo dell’emendamento presentato dal governo alla Legge di Stabilità 2015.

L’emendamento n. 19 presentato dal Governo alla Legge di stabilità 2015 contiene modifiche al D.L. n. 132/2014 e reca disposizioni che prevedono meccanismi di incentivazione fiscale della negoziazione assistita e dell’arbitrato.

Il modello proposto è quello del credito di imposta con un meccanismo di finanziamento attraverso l’aumento del Contributo Unificato di iscrizione a ruolo, di cui all’art. 13 del T.U. 115/2002 delle spese di giustizia.

La norma riconosce alle parti un credito di imposta massimo pari a 500 euro per i compensi corrisposti agli avvocati abilitati nel procedimento di negoziazione assistita.

Il credito di imposta è riconosciuto solo in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, commisurato al compenso fino a concorrenza di euro 500.

Ai fini della copertura finanziaria si provvede con l’aumento del contributo unificato di iscrizione a ruolo generalizzato nella misura del 10%.

Ecco quanto si legge nell’emendamento:

«All’articolo 3, dopo il comma 82 inserire i seguenti:

82-bis. Alle parti che corrispondono il compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita ai sensi del capo II del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni dalla legge 10 novembre 2014 n. 162, nonché alle parti che corrispondono il compenso agli arbitri nel procedimento del capo I del medesimo decreto, è riconosciuto, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, un credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di euro 500. Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta nel quale sono sostenute le spese agevolabili ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.Con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e finanze sono stabilite le modalità e la documentazione da esibire a corredo della richiesta del credito di imposta e i controlli sulla autenticità della stessa.

82-ter. Alla copertura delle minori entrate derivanti dall’attuazione del comma precedente, valutate in complessivi 54 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016, si provvede con le maggiori entrate derivanti dall’aumento del contributo unificato, pari a 59,7 milioni di euro, come indicato al comma 82-quater. [omissis]».

 

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